Polska… rivemo!, rinasce la tradizione delle maldobrie

polska... rivemo!

Recensione di Davide Stanic

Polska… rivemo! (Polska… arriviamo), il nuovo libro di Diego Manna e Michele Zazzara, classe 1979 il primo e 1983 il secondo, esce in questo inizio di maggio 2013.
Triestini che scrivono, pensano e disegnano in triestino. Un libro particolare come la sua struttura dove il diario del viaggio in bici, dal capoluogo del Friuli Venezia Giulia a Cracovia, è lo spunto per le quotidiane chiacchierate di due amici con la passione dell’osmiza, l’osteria, del Terrano e del prosciutto, oltre che delle maldobrie, le storielle che nascono nella notte dei tempi tra serio e faceto, leggenda e falsa verità storica acquisita che contraddistinguono l’opera di Carpinteri e Faraguna.

I due vecchietti, macchiette invero non troppo distanti dalla realtà, commentano da spettatori le vicende dei nostri ciclanti, i ciclisti viandanti, diventando poi loro stessi viaggiatori nel tempo tra ricordi di vita vissuta e storielle sullo sfondo di una Trieste amata e mitizzata, sospesa tra sogno e realtà, desiderio e rimpianto, splendore e decadenza.

Sopra la clapa, il gruppetto dei sette ciclanti, di Ucio e Ciano, che navigano nel mare della leggenda e affondano nel vino Terrano, vigila lo sguardo attento di Robi e Paco, il gabbiano e la cornacchia che la crisi economica e dei consumi ha spinto sul Carso a cercare il cibo degli umani che i cittadini ormai non concedono più.

Diciamolo subito, Polska… rivemo! è divertente, a tratti esilarante.La rumizada, il tentativo dei nostri di imitare il dotto Paolo Rumiz, sortisce l’effetto voluto: spingere il lettore a inforcare una bicicletta e stantuffare sui pedali, magari solo per arrivare prima al bar per l’aperitivo, sfoggiando la mise (ccgnf ma per questo leggete il libro) un po’ sfigatella del ciclista super tecnico.
Forse però è proprio la parte del diario di viaggio a faticare di più. Sarebbe stato bello leggere in modo più dettagliato dei luoghi e degli incontri che un’esperienza simile regala.

Ed è qui che la differenza con Rumiz è abbissale. Ai dotti, colti e fruttuosi incontri del giornalista e scrittore triestino, si contrappongono gli improbabili incontri dei nostri eroi pedalanti: vecchiette simpatiche, simpatici tassisti alcolizzati, simpaticissimi locandieri in mutande. Per verità, personalmente, preferisco gli incontri veri e sfigati piuttosto di quelli altolocati e farlocchi, ma è opinione personalissima, lo ribadisco.
Se però la parte ciclistica fatica, chi ama i libri di biciclette adora perdersi nei dettagli del percorso e nella sua minuziosa descrizione, nei discorsi tecnici eterni e inconcludenti sul numero di denti dei pignoni, sui km, le kcal consumate, l’altimetria e le sensazioni provate, le maldobrie di Ucio e Ciano sono semplicemente strepitose. Qui il dialetto non è mai limite. È cadenza, musicalità, indispensabile strumento di comunicazione. Dal suo uso trasuda amore incondizionato per questo lembo estremo di nord est.

Manna qui dà realmente il meglio di sé e Il Masinin Del Tempo, La Macchina Del Tempo, come era accaduto in L’Olimpiade Delle Clanfe nel precedente libro dei due, Zinque bici, do veci e una galina con do teste del 2012 (Cinque bici, due vecchi e una gallina con due teste), è forse il momento più alto di questa nuova fatica letteraria: sintesi del campanilismo tra Trieste e Udine, mare e montagna, bobici (mais) e pesce, condito con una sana ironia, ma anche autorironia, illuminata e intelligente.

Poco ho detto di Michele Zazzara e i suoi pupoli, i disegni, divertenti ed efficaci, privi di inutili sofisticati manierismi.
Credo però che il contributo a Polska… rivemo! di Michele vada ben oltre alle sue vignette. È il contributo di chi ha vissuto un viaggio fino in fondo assieme agli altri ciclanti che non compaiono sulla copertina tra gli autori ma sono ben presenti nel vissuto, tra le righe di queste pagine.

Insomma, concludendo, leggete e pedalate. E non perdete di vista Diego e Michele.
In tempi bui come i nostri, per chi alloggia nei ponti bassi del Titanic, il grande transatlantico della vita, forse loro saranno i nuovi Carpinteri e Faraguna che allieteranno i nostri giorni a venire.
Dieci euretti ben spesi ma se proprio siete taccagni potete andare in qualche biblioteca e affittarlo.
Bravi.

Polska… rivemo! si può acquistare a questo link.

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