Tango a venezia. Espressioni di un rito

18.00 

“Potremmo raccontarvi in due battute che a Venezia si balla tango argentino da più di vent’anni. Ma ciò non direbbe niente delle pietre vive che continuamente fanno da cornice alla messa in scena di questa grande commedia d’arte che è il tango a Venezia.”

Descrizione

Tango a Venezia Espressioni di un rito libro“Potremmo raccontarvi in due battute che a Venezia si balla tango argentino da più di vent’anni. Ma ciò non direbbe niente delle pietre vive che continuamente fanno da cornice alla messa in scena di questa grande commedia d’arte che è il tango a Venezia.”

“Venezia vive il tango: il tango è argentino per tecnica, ma lo spirito con cui si balla è tutto veneziano.”

“Mi è piaciuto moltissimo farmi raccontare questa città da chi la vive quotidianamente, chiedendo poco, l’essenziale, ma ascoltando molto i vari discorsi che fluivano, soprattutto quelli dei giovani.”

“Che strano: proprio un ballo tanto lontano dalla storia e vita veneziana mi ha trasportato dentro questa città, in un clima del tutto diverso da quello che conoscevo. Ho scoperto il colore, l’abito che danza insieme ai ballerini, un’eleganza e una passione che con sorpresa ho notato quanto bene si accordano con Venezia. All’inizio mi sembrava quasi un contrasto e poi via via che l’obiettivo della macchina fotografica entrava nella scena di danza mi sono lasciata coinvolgere dal clima pieno di fascino che il movimento dei tangueros trasmette.”

Queste alcune delle parole con cui le due autrici descrivono la ricerca – forse più simile ad un rito d’iniziazione – che ha permesso loro di carpire un movimento che attraversa Venezia negli ultimi vent’anni. Tale movimento si esprime in un tango che si colora delle atmosfere veneziane e molto di più. C’è infatti il calore di un ballo che oltrepassa lo stile perché, come detto sopra, viene vissuto.”Tango a Venezia. Espressioni di un rito” custodisce l’essenza del viaggio comune alle due antropologhe, in un coinvolgente susseguirsi di immagini, osservazioni e riflessioni.

Lucia De Marchi (1976), vive in provincia di Treviso, alle pendici del Montello. Dopo il conseguimento del diploma tecnico, ha maturato varie esperienze sia nel settore privato, sia lavorando per alcuni anni alla regione Veneto. In concomitanza ha frequentato la Facoltà di Lettere dell’Università di Venezia, laureandosi a pieni voti con una tesi in Antropologia della Salute e Pedagogia sulla realtà dei ragazzi di strada in Romania, dove ha svolto varie esperienze di volontariato e di ricerca nell’ambito dell’infanzia abbandonata (collaborando anche con la Fondazione Parada). Nel 2010 ha vinto il Dottorato di Ricerca in Scienze della Cognizione e della Formazione, presso la stessa università, con un progetto di ricerca che mira ad approfondire i contesti educativi per i minori non accompagnati. Nell’ambito del Seminario Permanente Tomáš Masaryk dell’Università di Venezia, Dipartimento Studi Storici, partecipa nell’organizzare e promuore eventi e convegni con particolare rifermimento all’Europa Centrale e Orientale. Nel corso del 2006 ha cominciato a studiare tango argentino a Venezia, approdondendo anche lo studio della cultura argentina, assieme alle altre sue passioni: storia dell’arte, musica e pittura.

Antropologa e fotografa triestina Donatella Davanzo si dedica da una decina d’anni allo studio della spazialità: tema approfondito prima in ambito filosofico (Università di Trieste, 2001) e in seguito in modo più specifico nella ricerca antropologica (Università Ca’ Foscari, 2004). Nei territori nordamericani del Sud-Ovest, sede della sua ricerca, ha documentato il profondo legame che unisce il territorio alle popolazioni che lo abitano, studiando gli insediamenti tradizionali preistorici e contemporanei delle comunità Pueblo, Hopi e Navajo, le pitture rupestri e le tecniche di astronomia primitiva. Da alcuni anni considera la relazione tra territorio e comunità studiando il sistema di canalizzazione delle acequia nell’area del Rio Grande e del Messico settentrionale. La sua fotografia documenta anche ambiti più vicini ai nostri: l’attività dei clown-dottori, i mestieri veneziani (merlettaie, vetrai e pescatori), lo studio dei cortili. Il lavoro fotografico qui presentato appartiene a una ricerca svolta tra il 2006 e il 2009 a Venezia, tra i danzatori di tango. Oltre a esposizioni personali e diverse pubblicazioni delle sue ricerche, recentemente ha iniziato un’attività didattica che collega questi due ambiti disciplinari così diversi e complessi, antropologia e fotografia, considerando le potenzialità della tecnica visuale nella ricerca e documentazione etnografica.

Autori: Lucia De marchi, Donatella Davanzo
Editore: Franco Puzzo Editore
Pagine: 174

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