Storia di Trieste dalle origini ai giorni nostri

12.00 

Autore: Nicolò Giraldi
Edizioni: Biblioteca dell’immagine
Anno: 2016
Pagine: 324

Descrizione

storia di triesteStoria di Trieste dalle origini ai giorni nostri
di Nicolò Giraldi

La città di Trieste possiede un fascino particolare. La sua è una storia complessa, fatta di stratificazioni e di sedimentazioni continue. Punto di riferimento per un territorio che va dal Friuli alla vicina Istria, essa si è formata migliaia di anni fa grazie ai primi insediamenti durante l’epoca dei castellieri e la successiva fondazione romana. Ma è soprattutto dal Libero Comune e dalla dedizione all’Austria del 1382 che Trieste assumerà un ruolo importante soprattutto per gli Asburgo. È città di fondazione, come la descrive Elio Apih, che incontra il suo sviluppo a partire dal 1719, data che segna la proclamazione del porto franco da parte dell’Imperatore Carlo VI. Qui, in questo periodo, Trieste si espande, vengono interrate le saline e la città vive una stagione che in molti storici hanno definito come la golden age. Traffici, mercanti, confessioni religiose, forestieri, attività economiche e commerciali, imprese di tutto rispetto, un dialetto che ancora oggi sopravvive: nasce tutto in questo periodo, costruendo l’immagine della città che oggi conosciamo. Ma Trieste è anche il luogo dove nel Novecento si è sofferto forse molto di più che in altre parti d’Europa. Dapprima con la fine dei sei secoli austriaci, successivamente con il cosiddetto fascismo di confine, per arrivare alla Seconda guerra mondiale quando i nazisti la inglobano nel territorio del Reich. La Risiera di San Sabba e la Foiba di Basovizza sono due immagini che vengono utilizzate spesso per rappresentare il dolore del confine orientale durante quegli anni. Sono anni che vedono formarsi la Questione di Trieste, il periodo del Governo Militare Alleato, e la seconda redenzione del 26 ottobre 1954. All’interno di questo volume trovano spazio storie personali, quelle degli intellettuali, di pellegrini e viandanti, uomini politici e scrittori, giornalisti ed avventurieri, uomini di chiesa, mecenati e semplici cittadini, come pure quelle lingue e quelle culture straniere che a Trieste non incutono alcun timore perché storicamente integrate – attenzione tuttavia a farne un mito – e la doverosa pagina dedicata all’anima slovena della città, e ancora personalità legate al mondo dello sport, i poeti, gli operai, gli artisti, i profughi istriani, cercando di citare i lavori più importanti degli storici più brillanti e quelli più singolari prodotti dall’amore incondizionato verso questa città; e ancora, chi ha fatto grande Trieste con le sue idee, chi ha rivoluzionato parte della società triestina, chi a volte è stato volutamente dimenticato, e soprattutto chi ne ha capito poco, di questo spazio di confine così misto, bastardo, capace di infuriarsi ogni qualvolta venga messa in discussione la sua identità e distratto sulle scelte politiche ed economiche che dovrebbero interessare il suo futuro; i “matti”, chi non c’è più e chi viene rimpianto ancora oggi, e per finire, i protagonisti che hanno tenuto compagnia all’autore durante questo viaggio difficile, eppure così affascinante, lungo i secoli di una delle città più particolari d’Europa. Trieste è anche questo. Sta al lettore poi, cercare di innamorarsi di questa città per fissarla nella memoria. Perché Trieste senza la sua storia è davvero impossibile da immaginare.

 

Nicolò Giraldi è nato a Trieste nel 1984. È giornalista pubblicista dal 2009. Ha cominciato a pubblicare con La Voce del Popolo, quotidiano della comunità italiana in Slovenia e Croazia nel 2005, occupandosi soprattutto di corrispondenza dall’Italia. Figlio di esuli istriani, ha scritto tre brevi romanzi storici ed un racconto premiati presso il Concorso Internazionale di Arte e Cultura Istria Nobilissima. Laureato in Storia Moderna, ha vissuto a Londra, città dove ha conseguito un Master presso la London School of Journalism. Si occupa di comunicazione aziendale ed ha firmato numerosi articoli per quotidiani del Gruppo Espresso. Nel 2015 l’Archivio dei diari di Pieve di Santo Stefano gli ha conferito il premio Saverio Tutino – Giornalista 2015 per il libro “La Grande guerra a piedi”, pubblicato sempre da Biblioteca dell’immagine.

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