Imperfezione del diluvio

9.00 

Autore: Sandro Pecchiari
Editore: Samuele Editore
Anno: 2015
Pagine: 57
ISBN: 9788896526583

Descrizione

Imperfezione del diluvio
Imperfezione del diluvio
di Sandro Pecchiari

Se in queste liriche vi è una speranza, è nella tensione verso la mutabilità, verso un non meglio definito passaggio di stato, di condizione: «se il tempo accade, non mantenerlo eguale»; «l’essenziale è arrampicarsi / per sforzare i legami». Come nella splendida poesia IX, in cui l’allusione alla guerra di trincea – echi bellici compaiono anche altrove nella silloge, in termini come «s’accampa», «assedio», «allerta», ecc. – si erge a metafora dell’impari battaglia per un salvifico mutare di stato (nella guarigione? Nella morte?): «dormi come un soldato in trincea / la guerra dentro / il mio turno di guardia / ignora rancio e sonno e tempo // attendiamo di mutare / questa notte / tu sei più agile di me). Le due versioni italiana e inglese sembrano costruite su equilibri poetici diversi, prodotti di fattori in cui il risultato non cambia. L’autore tende a riprodurre lo stesso ordito fonico, ma con modalità diverse, caratteristiche delle due lingue, e con una diversa distribuzione all’interno del sistema poesia. Colpiscono, ad esempio, la straordinaria ellitticità di certe chiuse delle poesie inglesi: «ah, your clear eyes», «game over», «we fell / for want», e soprattutto lo splendido «pound my heart», straziante invocazione che ricorda quella del Donne dei sonetti sacri (Batter my heart…). Dove invece l’italiano appare di volta in volta riflessivo, universalizzante, oracolare: «che occhi limpidi che hai», «un gioco perso», «si cade / per mancanza», «colpisci forte il cuore». Nello stesso, efficacissimo, titolo della silloge, il diluvio in questione da imperfetto diventa «unrehearsed», «non provato», «attuato senza preparazione», e dalla giustapposizione dei due elementi si trae l’idea che il disastro, fin troppo naturale, porta in sé le connotazioni di una pecca, di una sfuggente insensatezza verso cui l’uomo-attore non è in grado di attrezzarsi. Pecchiari, raffinato studioso e conoscitore di poesia inglese, appare ben consapevole delle potenzialità delle due lingue in poesia e sfugge quasi sempre, nell’autotradursi, alla resa letterale, per privilegiare una sorta di fedele riscrittura nella quale nulla va perso e da cui scaturiscono (dalla giustapposizione “a fronte” delle due versioni) significative varianti di senso e modulazioni di forza espressiva.

[Andrea Sirotti]

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.

Recensisci per primo “Imperfezione del diluvio”

Ti potrebbe interessare…